Trendaduesima puntata della serie NON SI NASCE SI DIVENTA, condotta da Pj Gambioli e Monia Cappiello (in collegamento telefonico). Ospite in collegamento Skype l’artista dei dolci, Anna Gardu di Oliena. Anna ci racconta la sua passione iniziale per la ceramica ed i gioielli, materiali ben diversi dalla pasta di mandorle che oggi usa per esprimersi. La passione per i dolci nasce da lontano. Da quattro generazioni la sua famiglia fa dolci tradizionali, suo bisnonno, avanti con i tempi aveva introdotto nella sua pasticceria le prime creazioni con la pasta di mandorle. Tuttavia il percorso formativo di Anna è stato ben diverso a partire dall’architettura per poi finire la sua formazione nel settore amministrativo, lavoro che per lungo tempo l’ha portata a vivere a Cagliari. Il cambiamento nasce quando riaffiorano in lei i ricordi dell’infanzia, i profumi del laboratorio della pasticceria della nonna ritornano preponderanti nella mente. La sua è una famiglia numerosa: 6 sorelle e 20 cugini ma nessuna desiderava continuare quest’arte dolciaria. Così nasce in Anna l’urgenza di mantenere viva la memoria e l’arte. Eppure inizialmente nessuno aveva fiducia in lei, neppure sua madre pensava che sarebbe stata capace di dare continuità. Invece il talento emerge quando dalla ghiaccia ricava i colori naturali, quando con maestria lavora la pasta di mandorle creando dolci che diventano sculture alimentari di rara bellezza.

Vittorio Sgarbi, critico d’arte nota in un percorso museale le opere di Anna Gardu. Desidera conoscerla e da allora le sue opere dolciarie fanno il giro d’Italia e del mondo in prestigiose mostre d’arte contemporanea. Il cuore grande di Anna ha dato vita ad un progetto bellissimo che speriamo possa realizzarsi quanto prima. Dal 2010 lotta per salvaguardare il mandorlo autoctono sardo, una pianta che produce un frutto dal gusto molto forte, che caratterizza la gran parte dei dolci tradizionali, pianta adatta ai territori del centro Sardegna. Il suo sogno è fare in modo che il mandorlo sia coltivato in tutta l’isola e possa diventare un volano per una nuova forma di economia, basata sulla produzione di una mandorla DOC con un consorzio di pasticceri e la nascita di un museo del dolce. Un progetto meraviglioso che assume una particolare rilevanza soprattutto in seguito al grande cambiamento dovuto al coronavirus. Produrre un prodotto di altissima qualità potrebbe rappresentare una nuova occasione di collocamento, proprio in un momento dove la mancanza di lavoro è una delle più grandi preoccupazioni di donne e uomini. Grazie Anna per averci raccontato la tua storia di creatività e di empowerment femminile, mista di delicatezza e di grande sensibilità per la terra che ci accoglie.