Mamme Fuori Mercato

Il film ” Mamme Fuori Mercato “, scritto e diretto dalla regista Pj Gambioli, si ispira ad una storia realmente accaduta. Quella di una giovane madre, single e con una bimba a carico, che non riesce a pagare neppure l’affitto.

Quando su Facebook ho letto la richiesta d’aiuto di una giovane mamma, ho sentito tutta la solitudine e la sofferenza di chi non ha il supporto della famiglia. Mi sono commossa. E’ stato in quel momento che ho deciso di scrivere un film che avrebbe avuto come principale obbiettivo quello di attirare l’attenzione su un problema grave, tuttora irrisolto

Il cortometraggio racconta la commovente storia di una madre che va alla ricerca di lavoro portando con sé la neonata. Emilia subisce giudizi e discriminazioni, sia da uomini che da donne. Esasperata dai continui rifiuti prende una decisione che pagherà a caro prezzo. Il colpo di scena finale è un pugno allo stomaco pensato con l’intento di scuotere le coscienze e coinvolgere empaticamente lo spettatore.

La pellicola, realizzata a fine 2018, ha vinto il Primo Premio come Miglior Film sulle Donne all’International Calcutta Film Festival.

L’8 marzo del 2019 ha debuttato al Cinema Fulgor di Rimini e da allora è protagonista del circuito itinerante Film & Meeting con Talk sul tema Donne, Maternità e Lavoro. Il Tour ha finora visitato oltre 40 città d’Italia.

Siamo particolarmente fiere di questo progetto. Abbiamo creato uno strumento capace di dare emozione e contemporaneamente mettere in Rete una serie di partners. Si tratta di donne che con la loro variegata esperienza, raccontano esperienze a volte impensabili

Difatti l’Italia vanta un terribile primato. E’ penultima nelle azioni relative alla parità di genere sul lavoro. Peggio di noi solo la Grecia.

Durante i nostri incontri si parla di gender gap causato da una differenza di trattamento che spesso nasce in famiglia. Negli anni la mancanza di parità di genere si estende in tutti i comparti della società (evidenti differenze di opportunità di studio, lavoro e salario) ed ora rappresenta un reale pericolo per il futuro di intere generazioni.

Perché quando si parla di discriminazione di donne nel mondo del lavoro, si parla inevitabilmente di minor salario che si traduce in una minore pensione. Volendo essere positive è lecito pensare che fra soli cinque anni l’Italia avrà un grossissimo problema: gestire la povertà delle donne che raggiunta l’età pensionabile, chiederà necessario sostentamento e quindi una pensione sociale. Con buone probabilità il Governo si troverà davanti ad una nuova emergenza nazionale.

Ma non finisce qui. Occorre considerare l’indice numerico delle nuove nascite. Il mancato rinnovamento generazionale si riversa nel comparto lavorativo, condizionando l’innovazione e la modernizzazione dei servizi.

Insomma, la nostra bella Italia è dichiaratamente un paese di vecchi, gestito da over 60 e poco incline all’innovazione.

Quando si parla di donne e lavoro inoltre non ci si sofferma all’impatto che tale discriminazione ha sull’intera situazione familiare. E’ risaputo che il carovita non va a braccetto con le entrate economiche degli italiani. Così come è un dato di fatto che per una coppia con un solo ingresso economico (spesso precario), il pensiero di portare alla luce un figlio è frenato dall’impossibilità di offrirgli una pari opportunità di studio, di formazione e di benessere rispetto al tenore di vita delle famiglie più agiate.

Come facciamo? ” è la domanda che frequentemente emerge dai nostri incontri. Uomini e donne arrivano ad un’unica conclusione. Senza la possibilità e la speranza di poter offrire loro un futuro, si rimanda e spesso si evita di avere dei figli.

Riteniamo che questo sia il più vergognoso dei passi indietro. Fra qualche anno assisteremo nuovamente ad un forte dislivello di opportunità legate all’istruzione, alla cultura ed alla formazione: crescerà il divario tra famiglie povere e benestanti.

Con gli eventi Film & Meeting Mamme Fuori Mercato emergono storie come queste. Si parla del quotidiano. Non tutte le testimonianze sono drammatiche anche perché esistono esempi di resilienza e di imprenditoria femminile a dir poco eccellenti. Donne che conciliano la libera professione con la famiglia, alcune più fortunate hanno l’aiuto ed il sostegno dei genitori in veste di nonni. Ma ci sono anche racconti di donne che rinunciano. Chi al lavoro, chi alla carriera, chi ai figli. Mamme che accettano il part-time come anche giovani studentesse che si affacciano al mondo del lavoro con ottimi voti ma con la triste consapevolezza che nella competizione fra i generi, i talenti e la preparazione spesso passano in secondo piano.

Ecco la funzione del Cinema Sociale. Un meraviglioso strumento che emoziona e mette in relazione i cittadini e le Amministrazioni.

Favorendo un dialogo costruttivo tra le parti, è successo che in alcuni nostri Eventi si sono trovate soluzioni pratiche.

Come ad esempio la modifica degli orari relativi all’Asilo Comunale. Riorganizzando gli orari in modo più flessibile si è data opportunità alle madri e ai padri di conciliare meglio i tempi di lavoro.

Oppure sono stati introdotti i “parcheggi rosa” davanti alle scuole. Per avere un occhio di riguardo alle donne incinta, per evitare che lascino gli altri figli soli in auto, per evitare le doppie file o anche solo un’immane fatica fisica.

Alcuni piccoli centri sono riusciti, tramite la proposta dei genitori a programmare delle attività ludiche nei periodi più problematici dell’anno. Sono nati servizi di centri estivi ed invernali, utili a sostenere la conciliazione lavoro/famiglia per molte madri e per la genitorialità in genere.

Noi ci crediamo ed andiamo avanti. Perché si può sognare e disegnare un mondo diverso. Un luogo dove nessuna donna si sentirà chiedere ” hai figli? intendi averne?  ” Come se generare Vita, oggi debba considerarsi una colpa e non un orgoglio.

Credits del Film

L’attrice Maria Costantini – foto backstage Maria Carla Cuccu

A mia madre, a tutte le madri

Pj Gambioli